La Sardegna è, per estensione, la seconda isola italiana e dell' intero Mediterraneo. Dista circa 187 km dalle coste della penisola - dalla quale è separata dal Mar Tirreno -, mentre il Canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine che si trovano 184 km circa più a Sud. A Nord, per 11 km, le bocche di Bonifacio la separano dalla Corsica e il Mar di Sardegna, ad Ovest, dalla penisola iberica e dalle isole Baleari.
La sua superficie è di 24.090 km² e gli abitanti sono circa 1,65 milioni, per una densità demografica di 68 abitanti per km². Più dell' 80% del territorio è montuoso o collinare; per il 67,9% è formato da colline e da altopiani rocciosi chiamati giare o gollei - se granitici o basaltici - tacchi o tonneri - quelli in arenaria o calcarei. Le montagne sono il 13,6% e sono formate da rocce antichissime, livellate da un lento e continuo processo di erosione. Presentano forme arrotondate e culminano nella parte centrale dell' Isola con Punta La Marmora, a 1.834 m s.l.m, nel Massiccio del Gennargentu.
Da Nord, si distinguono i Monti di Limbara (1.362 m), i Monti di Alà (1.090 m), il Monte Rasu (1.258 m), il Monte Albo (1.127 m) e il Supramonte con le Dolomiti di Oliena (1.463 m). Verso Sud i Monti dell' Iglesiente digradano verso il mare con minori altitudini.
Le zone pianeggianti sono il 18,5% del territorio; la pianura più estesa è il Campidano, che separa i rilievi centro settentrionali dai monti dell' Iglesiente, mentre la piana della Nurra si trova nella parte nord-occidentale verso la città di Sassari.
I fiumi hanno carattere torrentizio e i più importanti sono sbarrati da imponenti dighe che formano ampi laghi artificiali utilizzati principalmente per irrigare i campi; tra questi il bacino del lago Omodeo, il più vasto d'Italia. Seguono poi il bacino del Flumendosa, del Coghinas, del Posada. I fiumi più importanti sono il Tirso, il Flumendosa, il Coghinas, il Cedrino. l' unico lago naturale è il lago di Baratz, a nord di Alghero.
Le coste, per complessivi 2.400 km, sono alte, rocciose e con piccole insenature che a nord-est diventano profonde e s'incuneano nelle valli (rias). Litorali bassi, sabbiosi e talvolta paludosi si trovano nelle parti meridionale e occidentale: sono gli stagni costieri, zone umide molto importanti dal punto di vista ecologico. Le coste si articolano nei golfi dell' Asinara a settentrione, di Orosei a oriente, di Cagliari a meridione e di Oristano a occidente. l' isola è circondata da molte isole ed isolette, tra le quali l' isola dell' Asinara, San Pietro, Sant'Antioco, l' isola di Tavolara, l' arcipelago della Maddalena con Caprera.
Il clima mediterraneo è tipico di gran parte della Sardegna, tranne alcune zone interne contraddistinte da un clima più rigido. Lungo le zone costiere, dove risiede la gran parte della popolazione, abbiamo inverni miti, grazie alla presenza del mare (nevicate rare, all' incirca ogni 5-10 anni e temperatura quasi mai sotto lo zero) ed estati calde e secche; la bassa umidità e la relativa mancanza d'afa, come la notevole ventosità, permette di sopportare più facilmente le elevate temperature estive, capaci di raggiungere normalmente i 35-40°C. La Sardegna è inoltre una regione molto ventosa (soprattutto grazie al Maestrale), peculiarità che permette una efficace dispersione di tutti gli inquinanti, oltre all' installazione di numerosi impianti eolici sui crinali dei principali rilievi.
La storia geologica della Sardegna, insieme a quella della Corsica - sua isola gemella - cominciò circa 100 milioni di anni fa, attraverso gli spostamenti e gli scontri tra la grande placca africana, quella eurasiatica e quella nord-atlantica. Tra 35 e 13 milioni di anni fa, questi fenomeni crearono una profonda frattura che correva lungo tutta la costa che attualmente va dalla Catalogna alla Liguria. I relativi lati rocciosi originati da questa frattura sono ancora visibili tra i graniti cristallini che affiorano oggi in Provenza, nel massiccio dell' Esterel - tra Cannes e Fréjus - e poi, oltre il Mare di Sardegna, sulla costa sud-occidentale còrsa e su quella nord e nord-occidentale sarda.
Lungo questa spaccatura, circa 30 milioni di anni fa, si originò il distacco di una micro-placca che comprendeva a Nord-Est le attuali Sardegna e Corsica, e più a Sud-Ovest il complesso delle isole Baleari. Conseguentemente, la rotazione della placca sardo-corsa in senso antiorario, nel suo progredire, determinò il sollevamento dal mare della catena degli Appennini e delle Alpi Apuane. Furono queste le cause che portarono la Sardegna e la Corsica a migrare dalla parte continentale. Esse raggiunsero la loro posizione attuale circa 6-7 milioni di anni fa e al fenomeno della migrazione si aggiunse più tardi la tensione di apertura del Mar Tirreno, che creò conseguentemente la conformazione orientale tra le due isole e la penisola italiana.
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